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Libri da leggere, libri da amare: Ehiweb e Aphorism nel maggio dei libri

18 maggio 2015

I libri e la lettura, la crescita Aphorism dal punto di vista di Ehiweb

I libri sbocciano in maggio, dice il sito Il maggio dei libri che ci spiega il senso di questa campagna nazionale e ci ricorda quanto sia bello leggere e quanto faccia bene alla “crescita personale, culturale e civile” di ognuno di noi. Ne parliamo questo mese anche perché abbiamo un traguardo da festeggiare, quello di Aphorism, il nostro sito dedicato alla letteratura che sulla sua pagina Facebook ha superato i ventimila fan: poteva succedere in un mese migliore di questo, quello in cui c’è anche il Salone del Libro di Torino? No, e ne siamo assai felici.

A noi la voglia di leggere non passa mai: proprio noi che viviamo, amiamo e respiriamo tecnologia e siamo immersi in un mondo fatto di ADSL, telefonate VoIP, SMS e tutto quello che il nostro lavoro quotidiano ci fa vivere, sentiamo forse più urgente la necessità di imparare e nutrirci anche di ciò che sembrerebbe distante dal nostro mondo.

“Sto riflettendo sulla possibilità che leggere più poesia e meno libri di management sia la chiave per agevolare e accelerare il cambiamento di cui questo mondo ha bisogno”.

Lo dice su Facebook Euan Semple, consulente esperto di social media nonché autore di un libro imperdibile per chi si occupa di comunicazione, “Organizations don’t tweet, people do” (Le aziende non twittano, sono le persone a farlo), attraversato dalla voglia di dare una mano ai quei manager perplessi di fronte alla “novità” che rappresentano i social media.

Ma in generale, quanto leggiamo in Italia?

Sempre troppo poco come si sente dire? Ebook o libro cartaceo è una questione di lana caprina, ne siamo convinti: non è il mezzo, è il valore che dai alla lettura. L’Istat dice che nel 2014 le cose per i libri non sono andate benissimo, con un calo dal 43% al 41,1% di lettori di libri, dove lettori di libri significa che ne hanno letto almeno uno nel corso di un anno, in questo caso il 2013.

C’è però un zoccolo duro di lettori forti che leggono un libro al mese in media, una percentuale nemmeno così bassa e che rimane stabile: notizia incoraggiante, c’è una base su cui si può costruire e migliorare!

La cultura ci salverà, sempre!

Questo titolo è una frase che il nostro Luigi ha usato per presentare una collana di libri che ha curato e spiega perché, dalla nostra nicchia digitale, ci occupiamo di un progetto come Aphorism che è con noi dal 2001. Aphorism è un po’ la nostra mascotte e lo curiamo ogni giorno grazie alla collaborazione di tanti redattori volontari, segnalando non solo libri, opere letterarie e aforismi famosi ma dedicando spazio anche ai talenti ancora poco conosciuti al grande pubblico.

Aphorism è il nostro modo di ricordarci di alzare lo sguardo per guardare oltre il nostro orto; e la lettura un modo valido in più per restare connessi anche tra di noi che siamo un team distribuito.

Siamo i soli a crederci? Illustri “colleghi digitali” come Buffer, lo strumento per programmare la pubblicazione sui social, e Facebook nella persona di Mark Zuckerberg hanno messo i libri in uno posto speciale all’interno della loro filosofia d’impresa e non certo per sfoggio di cultura, un pregiudizio da cui tutti dovremmo liberarci: Buffer regala a ogni nuovo assunto un Kindle e l’accesso illimitato agli acquisti di libri, rende pubblica la scelta di titoli su Pinterest e poi ne discute internamente anche per creare un legame tra persone che vivono molto distanti, mentre Mark legge un libro ogni due settimane e invita alla discussione su A Year of Books per “venire conoscenza di nuove culture, saperi, storie e tecnologie”. Niente male, no?

Insomma, la cultura – concetto che ci appassiona e coinvolge, come puoi leggere anche nel nostro “Chi siamo” – è cultura ovunque e comunque ci faccia crescere, dubitare, ragionare, evolvere. E i libri lo fanno ancora, lo faranno sempre, in qualunque formato li leggiamo e li leggeremo.

Invio di SMS professionali, un’opportunità per il tuo lavoro

11 maggio 2015

Mandare SMS da Internet BeSMS prova gratis Ehiweb

Lavorare con gli SMS non è solo possibile ma anche semplice, veloce ed economico. Anche tu ricevi probabilmente SMS che ti segnalano sconti, eventi e molto altro: se ti stai chiedendo se anche tu puoi mandare SMS professionali da Internet la risposta è sì, non c’è bisogno di essere aziende di grosse dimensioni, anzi.

Gli SMS funzionano e vengono aperti

Gli SMS godono sempre di grandi vantaggi rispetto ad altre forme di comunicazione perché vengono aperti – il richiamo di un SMS in arrivo sul telefono è sempre potente – e letti, specie se il contenuto è fatto bene, cioè chiaro e dritto al punto.

L’uso degli SMS può essere davvero strategico per comunicare efficacemente con un pubblico attento e che puoi archiviare in modi diversi, per essere sicuro di raggiungere le persone più interessate alle tue offerte e iniziative, per conversare e permettere a chi ti segue di dire la sua, per ricordare che ci sei e anche, infine, per aumentare le tue vendite.

Idee per usare gli SMS per la tua attività

Ci sono davvero molte occasioni in cui puoi raggiungere clienti e possibili clienti attraverso gli SMS, ed eccone alcune:

Comunicare sconti e promozioni via SMS

È un uso classico del messaggino: ai tuoi clienti puoi dire che c’è una vendita speciale, oppure selezionare i clienti vip per proporre una vendita esclusiva, un last minute o comunque un evento che si verificherà nel giro addirittura di poche ore, a seconda dei casi.

Un concorso via SMS

Hai un negozio fisico? Invita i tuoi clienti a mandarti un SMS e metti in palio un premio che si aggiudicherà un fortunato “messaggiatore”.

Il regalo di compleanno o altre occasioni speciali

Invia un pensiero che faccia sentire coccolate le persone a cui scrivi: puoi programmare il compleanno o altre occasioni rilevanti come la festa della mamma o del papà.

Ricordare che ci sei con gli SMS

Se ti senti più creativo, puoi raggiungere le persone che hanno deciso di ricevere le tue comunicazioni via SMS con messaggi che hanno lo scopo di ricordare che ci sei. Una palestra potrebbe inviare consigli veloci per il fitness, un ufficio potrebbe convocare riunioni, un centro benessere consigliare alimenti salutari e così via.

In questi casi è importante individuare la formula giusta: testo stringato, utile, divertente o motivante e frequenza adeguata.

Parlare (davvero) con chi ti interessa via SMS

Hai bisogno di fare un sondaggio, di ricevere un ordine, una prenotazione, una iscrizione alle tue news via SMS e altro ancora? Si può fare anche questo. Gli SMS hanno un valore doppio perché comunicano, informano e interagiscono: il pubblico che riceve può rispondere e dire la sua.

Vendere online via SMS

Con gli SMS puoi anche vendere, davvero!
Questa è una particolarità della nostra piattaforma BeSMS che offre la possibilità di creare dei veri e propri mini-ecommerce. Come funziona nel dettaglio puoi vederlo nel post dedicato agli SMS 2.0 di BeSMS, dove abbiamo spiegato proprio tutto anche con due esempi chiari.

Vorresti provare? Ti offriamo una prova gratuita

Puoi avere subito 20 SMS gratis da usare con la nostra piattaforma BeSMS che è funzionale, semplice e anche personalizzabile. E se ti va, facci sapere come è andata 😉

Scrivere un curriculum efficace, dieci consigli dal nostro selezionatore

4 maggio 2015

Scrivere curriculum efficace i consigli di Ehiweb

La scorsa settimana è rimbalzata un po’ ovunque la storia della ragazza che ha “conquistato” un colloquio con AirBnb, il servizio più noto di affitto di stanze e case in giro per il mondo.

Nina, questo il nome della ragazza, dopo tanti cv inviati a AirBnb e nessuna risposta, si è inventata un curriculum alternativo e ha creato un sito web in cui ha presentato uno studio su come AirBnb potrebbe e dovrebbe espandersi nel Medio Oriente. Poi ha twittato linkando il sito e coinvolgendo direttamente i due boss di AirBnb, che hanno risposto e apprezzato l’idea: colloquio fissato.

Non sappiamo se Nina ce la farà ma facciamo il tifo per lei che, se ha le competenze adatte, meriterebbe davvero una chance.

Nina ha vissuto quello che tanti vivono ogni giorno, la spedizione di curriculum che spariscono nel nulla, senza mai una risposta. Per questo abbiamo pensato di offrire il punto di vista di chi seleziona e lo facciamo con la voce di Luigi, il nostro responsabile della comunicazione e della selezione delle persone che vengono a lavorare con noi.

Scrivere un curriculum efficace: i consigli di Luigi

Non ho la pretesa di dare lezioni ma vi racconto un po’ la mia esperienza di selezionatore di candidati per un lavoro partendo da questo presupposto: il curriculum ideale, quello universale, non esiste 🙂

Prima di mandare il cv chiediti perché e a chi lo stai mandando

Tieni conto di una cosa: la selezione è reciproca. L’azienda sceglie i candidati e i candidati possono scegliere l’azienda. Non sparare nel mucchio con la speranza che prima o poi qualcuno abboccherà.

La mail con cui presenti il cv è fondamentale

Non perdere questa occasione per metterti in luce! Quando mi arriva un cv cosa leggerò prima? La mail o il cv? Risposta semplice: la mail. Nella mail descriviti brevemente, parla di quello che sai fare e dimmi perché vorresti lavorare proprio con noi.

Dai importanza all’oggetto della mail

Un po’ di fantasia per andare oltre “CV”, “Curriculum”, “Candidatura” è sempre apprezzata.

No al curriculum di sette pagine!

Un paio, massimo tre bastano e avanzano. Non siete gli unici a partecipare, sulla scrivania di chi fa selezione arrivano centinaia di cv. Metti in evidenza le cose giuste e taglia il superfluo.

E il nome del file del curriculum?

Conta anche quello: anche qui non limitarti a “Curriculum”, dagli un nome e un cognome (il tuo).

Rielabora il curriculum in funzione dell’annuncio a cui vuoi rispondere

Fai in modo che la tua domanda di lavoro – che suona un po’ come “posso lavorare con voi?” – sia il più possibile coerente con l’offerta.

Invia un curriculum aggiornato

L’esperienza più recente in testa e poi indietro nel tempo. Ma senza esagerare: elimina le esperienze più vecchie e fuori contesto. I lavoretti stagionali, per esempio, quando hai già qualche esperienza lavorativa di peso, possono essere tagliati via.

Foto insieme al curriculum?

Perché no. Non è necessaria ma se proprio vuoi metterla, che sia recente e professionale, anche disinvolta ma senza arrivare alla foto di gruppo con gli amici un po’ brilli o a quella in spiaggia in costume.

Sii coerente con ciò che richiede l’annuncio e con ciò che vuoi tu.

Se l’annuncio è per un esperto ingegnere termonucleare e hai sempre fatto il fornaio, non ha senso rispondere. Se invece cercano qualcuno capace di fare il pane e siete un ingegnere termonucleare, inutile inviare il cv superfigo con lauree e master collezionati. Pane, qui facciamo pane.

Ce l’hai fatta? Hai un colloquio in vista?

A questo punto non dimenticare che un’azienda, come capita a tante persone – e cosa sono le aziende se non persone? – vuole sentirsi sexy, importante, al primo posto. Soffriamo un po’ tutti/e di manie di grandezza, quindi cerca di giocare su questa vanità: informati sulle attività del tuo – si spera! – futuro datore di lavoro, cerca informazioni, scopri cosa fa, che servizi o prodotti propone.

In fondo è questo che ha fatto Nina e ha convinto AirBnb a chiamarla 🙂

 

Tutti i vantaggi di un servizio VoIP

27 aprile 2015

Telefonate VoIP da casa con Ehiweb

Chi ci segue anche sui social network avrà notato che è abbastanza frequente la nostra collaborazione con riviste di informatica – quella con Win Magazine del mese di maggio è appena partita – per dare la possibilità di provare VivaVox, il nostro servizio VoIP.
Una prova gratuita del VoIP si può fare anche dal nostro sito perché crediamo nell’importanza di provare un servizio come questo, per capire bene che cosa sia.

Il VoIP ormai è uscito da una nicchia dove viveva con i suoi nomi più noti, primo fra tutti Skype, un servizio che ha molto condizionato l’idea comune di “telefonata VoIP”: una persona seduta davanti a un computer con cuffietta e microfono.

L’ultimo in ordine di arrivo è Whatsapp, di proprietà di Facebook, che da poco si è lanciato anche nel campo delle telefonate VoIP insieme a Messenger, sempre di Facebook: 600 milioni di iscritti per il Messenger e 800 milioni per Whatsapp possono davvero cambiare trasformare la storia delle chiamate vocali.

Dovremmo avere paura, noi che offriamo un servizio VoIP?

Secondo noi, più il VoIP diventa familiare, meglio è e quindi benvenuto anche a Facebook che fa circolare la parola VoIP, anche se resta evidente che noi (e chi offre un servizio come il nostro), giochiamo su un terreno diverso, quello delle telefonate domestiche. E allora cosa vuol dire fare telefonate VoIP dal telefono di casa, in particolare per chi ha meno dimestichezza con computer, smartphone e sta cercando un modo semplice ed economico di telefonare?

  • Chiamare via VoIP è facile: si fa con il normale telefono di casa, proprio come una volta. Niente computer, niente cuffiette, il VoIP si attiva su una qualsiasi ADSL ma poi si usa con un telefono “classico”. Se però si vuole usare via computer, è possibile farlo.
  • Usare il VoIP fa risparmiare: è vero, una veloce occhiata alle nostre tariffe VivaVox dà subito l’idea del risparmio e di quanto poco costino le telefonate VoIP. Un esempio? La nostra VivaVox Zero.
  • Si conserva il vecchio numero. Passando al VoIP VivaVox si può abbandonare il vecchio operatore (e le sue tariffe), ma tenendo il numero di casa storico, quello che tutti gli amici e parenti conoscono.
  • Si può impostare il trasferimento di chiamata e apparire anche sull’elenco telefonico. Chi vuole farsi trovare può chiedere la pubblicazione su Pagine Bianche, Pagine Gialle e Pagine Utili.

E le tariffe? Sono diverse e pensate per esigenze diverse. E poi ci sono le tariffe per chiamare l’estero. Un’altra cosa interessante? Si può passare da una tariffa all’altra in autonomia, da soli e senza pagare nulla in più: se cambiano le esigenze, è giusto che le tariffe possano adeguarsi in fretta e senza complicazioni.

Provare il VoIP si può e non ti lega a noi.

Abbiamo detto che il miglior modo per credere è provare, quindi ecco come piace fare a noi: diamo la possibilità di attivare un numero VivaVox gratis con 100 minuti di chiamate verso i numeri fissi nazionali.

In pratica, ti regaliamo un numero con il prefisso della tua città e quando hai usato i 100 minuti decidi liberamente cosa farne, anche di non usarlo più.

Il VoIP spiegato… divertente

Il video che abbiamo girato qualche mese fa per la trasmissione TV Social Town: i Gemelli Ruggeri e Chiara Sani ci hanno aiutato a spiegare ancora meglio cosa vuol dire usare VivaVox 😉

Siti web mobile-friendly: dal 21 aprile si posizioneranno meglio su Google

20 aprile 2015

Posizionamento su Google siti responsive dal 21 aprile

Gli smartphone hanno rivoluzionato il nostro modo di frequentare il web. Se facciamo mente locale e pensiamo a quanto tempo passiamo sul web con il telefono ci rendiamo conto di quanto sia cambiato il nostro modo di navigare online.

Ma fare mente locale non basta, servono anche dei dati e il riferimento in questo caso è Audiweb, l’organismo che rileva e pubblica i report che illustrano quanto usiamo il web, nonché come lo facciamo.
L’ultimo report pubblicato, relativo al mese di febbraio 2015, ci informa che nel giorno medio ci sono 22 milioni di utenti unici online e che 17,6 milioni si collegano da dispositivi mobili. Il tempo speso online ogni giorno è generato per il 65% da una navigazione da mobile contro il 35% generato da PC.

 

Impressionante, vero? Chi ha certamente il polso della situazione a livello mondiale è Google, che a febbraio ha annunciato che a partire dal 21 aprile i siti responsive – pensati cioè per adattarsi alla perfezione alla lettura da dispositivi mobili – godranno di un vantaggio nel posizionamento nei risultati di ricerca effettuati proprio da mobile:

Dal 21 aprile espanderemo il nostro uso della mobile-friendliness come segnale per il posizionamento. Questo cambiamento influenzerà le ricerche da mobile in tutte le lingue e avrà un impatto significativo nei nostri risultati di ricerca. Di conseguenza, tutti gli utilizzatori otterranno più facilmente risultati rilevanti e di qualità ottimizzati per i loro dispositivi mobili.

In breve: se tra due siti dello stesso settore il primo è mobile-friendly e il secondo non lo è, il primo avrà un grande vantaggio perché Google lo favorirà tra i risultati delle ricerche effettuate da mobile.

Che bisogna fare per avere un sito mobile-friendly?

Sai come è fatto il tuo sito? Se hai dei dubbi, prova a fare un controllo, il più semplice: navigalo da cellulare e se la visualizzazione è identica a come lo vedi da pc, allora non hai un sito mobile-friendly.

Come si corre ai ripari? Coinvolgendo sviluppatori che conoscono il loro lavoro e possono mettere mano al sito trasformandolo in sito “amico di smartphone e tablet”. Il caso più semplice può riguardare i siti o blog piccoli e/o personali fatti con WordPress che, in maniera tutto sommato “indolore”, possono passare a un tema nuovo che sia responsive.

Il tempo ormai è scaduto ed è il caso di attrezzarsi quanto prima per continuare a piacere a Google, il quale offre anche alcune risorse per verificare se il proprio sito è mobile-friendly, per aiutare a diventarlo e anche le best practice in ambito mobile SEO e indicazioni per evitare gli errori più comuni.

E il nostro blog? Anche noi ci stiamo attrezzando e presto saremo del tutto mobile-friendly 🙂

Video, come usarli nel tuo lavoro anche a budget ridotto

13 aprile 2015

 

È il momento dei video. Connessioni più veloci, smartphone sempre più performanti e software, anche app, semplici per creare un video più o meno professionali stanno contribuendo all’avanzata impetuosa di questo formato.

Anche sui social, in particolare su Facebook, i video hanno grande rilevanza: chi gestisce una pagina e ha provato a caricarne almeno uno avrà notato che con grande probabilità è subito diventato un contenuto tra i più visti, soprattutto se caricato direttamente su Facebook (senza passare da YouTube o altre piattaforme).

È anche il momento dello streaming online, cioè della “diretta” trasmessa attraverso smartphone, e i due protagonisti delle ultime settimane sono le app Periscope e Meerkat che fanno proprio questo: mandano online un video ripreso con il telefono visibile a chi in quel momento è collegato (e in possesso di un telefono Apple o di un iPad).

I video per promuovere la tua attività: perché non provarci?

Se c’è budget si può pensare in grande ma rinunciare a priori quando il budget è limitato potrebbe essere una mossa infelice: in realtà per creare video di buona fattura ci vogliono un po’ di tempo e dei contenuti pensati bene, brevi e capaci di attirare l’attenzione dei destinatari.

Come puoi usare il video per creare contenuti sul tuo lavoro? Ecco qualche esempio:

Rispondi alle domande dei tuoi clienti

A volte un video vale più di tante parole. Una particolare complessità nell’uso di un prodotto o una curiosità specifica – le individui perché probabilmente ti arrivano molte domande dello stesso tipo – possono essere risolte mostrando come si fa o spiegandosi a voce, e mettendoci la faccia.

Mostra il tuo prodotto in azione (anche con un tutorial)

Ancora meglio, trova un cliente che lo usa ed è disponibile a mostrarlo in video, oppure suggerisci modi diversi di usarlo a cui clienti e possibili clienti potrebbero non aver pensato.

Se è il caso, puoi anche registrare le varie parti e assemblarle in un veloce e pratico tutorial che aiuti davvero a migliorare e semplificare l’uso di quel che produci.

Fai vedere il dietro le quinte del tuo lavoro

Dire chi sei, mostrare dove e come lavori, presentare chi lavora con te in pochi secondi gettano una luce calda sulla tua azienda e attività, ancora di più di quello che già riescono a fare le fotografie e soddisfano la curiosità insita in ognuno di noi.

Come si produce un video con poco budget?

Uno smartphone di fascia medio alta o una macchina fotografica in grado di registrare video possono essere sufficienti per partire. Una volta girato si può ricorrere ad app e software diversi per tagliare, inserire una colonna sonora o una bella grafica, titoli di testa e coda e molto altro ancora.

Agli software per creare video dedicheremo un post in futuro e per il momento segnaliamo uno dei più usati per iniziare a provare: si chiama Magisto e lo puoi usare su smartphone, Android o Apple, o su pc Windows.

Cloud storage, lavorare e vivere meglio con i dati accessibili ovunque

7 aprile 2015

cloud storage cosa vuol dire lavorare online

Lavorare meglio e vivere meglio significa anche avere servizi e strumenti facili da usare, di quelli che semplificano la vita e il cloud storage è senza dubbio uno di questi.
Di sicuro ogni giorni compi azioni come per esempio:

  • Fare fotografie con il cellulare
  • Salvare documenti nel tuo computer
  • Inviare mail a collaboratori e magari anche a te stesso per ricevere un file da elaborare in un momento successivo

Tutto bene fino a quando non devi prendere una foto dal telefono per metterla sul tuo blog o quando devi guardare o lavorare un documento ma il tuo computer è lontano da te. Le cose si complicano in un attimo, le copie dello stesso file e le chiavette USB si moltiplicano e mettere ordine diventa molto complicato.

Ecco quindi che viene in aiuto il cloud storage, cioè la possibilità di salvare online, in uno spazio sempre accessibile da qualsiasi angolo del mondo tutte le cose di cui hai bisogno, in qualsiasi momento. E per accedere ti bastano un nome utente e una password.

Per l’uso quotidiano, professionale e non, esistono tre soluzioni che funzionano molto bene e ti danno grandi garanzie in termini di sicurezza: DropBox, Google Drive e OneDrive di Microsoft.

DropBox

Sicurezza, condivisione e collaborazione sono i concetti attorno ai quali è nato DropBox, che risale al 2007 ed è stato uno dei primi a proporre questa soluzione per soddisfare proprio il suo creatore, stanco di dimenticare in giro chiavette USB piene di file.

Dropbox è facile da usare: appare come una normale cartella del computer e vi si può accedere anche da mobile (anche BlackBerry), e da tablet, con l’opzione molto utile di caricare automaticamente le foto che scatti con il cellulare in una cartella apposita. Oggi c’è anche una app separata chiamata Carousel pensata proprio per le fotografie.

DropBox offre uno spazio iniziale gratuito limitato a 2 giga ma facilmente espandibile con alcune azioni semplici come raccomandare DropBox a un amico, collegare i tuoi profili Facebook e Twitter e altre ancora.

Google Drive

Nel grande mondo di Google non poteva mancare uno strumento di archiviazione, ovviamente integrato con gli altri servizi di Google come Gmail e Google + Photos.

Google Drive mette a disposizione 15 giga di spazio espandibili a pagamento, si installa sui dispositivi Android, su iPhone e iPad e ti dà la possibilità di creare o aggiungere file e di condividerli con chi vuoi, e resta accessibile anche se non hai connessione.

Se usi Chrome come browser puoi anche utilizzare un’estensione – si scaricano dal Chrome Web Store – che ti consente di salvare immagini, file video e audio e pdf che trovi quando navighi, un modo semplice e veloce di “metterli via” per conservarli e riguardarli meglio a distanza di tempo.

OneDrive

Microsoft non poteva mancare all’appuntamento con il cloud storage e ci è arrivata con il suo OneDrive che, come dice la sua guida, è “un unico posto per tutto quello che conta”.
OneDrive mette a disposizione 15 giga di spazio gratuito espandibile di ulteriori 8 giga attivando l’opzione per salvare le foto scattate con la fotocamera, e consigliandolo agli amici.

Per usare OneDrive è necessario creare un account Microsoft per poi avere accesso da pc, telefono o tablet a tutti i file archiviati. Chi utilizza Office 365 a pagamento, la suite cloud di Microsoft per lavorare ovunque con gli ormai classici strumenti di Office, arriva ad avere 1 Tera di spazio su OneDrive (che entro breve dovrebbe diventare infinito).

Se invece per il tuo lavoro hai bisogno di una soluzione di maggiore portata puoi dare un’occhiata ai nostri server virtuali in Cloud che in caso di adesione ti danno diritto anche a una notte in Toscana, in Bed&Breakfast.

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