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10 cose da non fare (mai) su Facebook

15 dicembre 2014

Stare su Facebook è un esercizio quotidiano di buon senso: quello che è poco apprezzato offline non diventa passabile solo perché cambia dimensione e si trasforma in bit. Marketing aggressivo, volantinaggio digitale invadente che pubblicizza eventi imperdibili, discorsi criptici, critici e accusatori, specie se provenienti da chi ha un’attività commerciale e critica apertamente la clientela, e molto altro ancora sono deleteri per chi li promuove e frustrano chi li riceve.

Foto mkhmarketing su Flickr

Foto mkhmarketing su Flickr

Facebook è uno strumento bello e utile e usarlo bene aumenta per tutti il piacere di esserci: nel post di oggi abbiamo elencato quelli che secondo noi sono i comportamenti da evitare sempre, cioè quelli che potrebbero anche farci perdere amici o clienti, acquisiti e possibili.

Usare gli eventi a pioggia

Creare un evento su Facebook è facile e spesso si esagera, sia nella frequenza di creazione degli eventi sia nella gestione degli inviti.

È evidente che se l’evento è a Torino tra qualche giorno, probabilmente il caro amico romano o palermitano farà fatica a esserci. In più, l’amico lontano potrebbe trovare assurdo o antipatico dover rispondere “no” al tuo invito all’evento in questione. Meglio pensarci e selezionare con cura chi invitare.

Il tag selvaggio

È un attimo, metti un tag e non ci pensi più. In realtà sarebbe meglio chiedersi: «È necessario?». Se la risposta non è un sì al 100%, meglio evitare; in particolare se con la persona in questione non c’è davvero un gran rapporto di amicizia.

Non usare le liste

Quando gli amici sono tanti è meglio organizzarsi. Facebook un po’ lo nasconde ma c’è sempre la possibilità di creare liste di amici: usandole ci rivolgiamo solo a chi è effettivamente interessato a un certo argomento.

Un esempio? Se ti piace Masterchef e con i soliti amici ne discuti animatamente durante la trasmissione, crea una lista e il tuo commentario live sarà visibile solo a loro e non a chi magari non segue la trasmissione.

La pubblicità sulla timeline degli amici

Giocarsi un’amicizia su Facebook è un attimo e quasi nulla fa scappare un amico come l’idea di avere per amico un piazzista di quelli che ti infilano il piedino nella porta. Il che significa: anche se vendi cose bellissime e la tua superpromozione non si può proprio perdere, evita di pubblicizzarla pubblicando link e immagini stile volantino sulle timeline degli amici.

Invitare a giocare: da Candy Crush in avanti

Evitare gli inviti a raffica che partono dai giochi più in voga su Facebook è un modo semplice per non farsi detestare. Il motto è: gioca quanto vuoi ma non farlo sapere agli altri. In questo post di qualche tempo fa (tra i più letti del nostro blog, a dimostrazione che la questione è molto sentita), spieghiamo come fare.

In aggiunta a queste prime cinque cose da non fare ci sono delle tipologie di post spesso mal tollerate su Facebook: ci siamo cascati un po’ tutti prima o poi, per questo sappiamo di cosa stiamo parlando 🙂

Abuso di selfie

Sono belli, molti amici e amiche sono davvero una piacevole vista ma una timeline piena di selfie lascia un po’ interdetti.

Status sibillini e criptici

Ad esempio: «Capitano tutte a me» e niente altro. È un invito a farsi chiedere cosa è successo, come stai, tutto bene? Se lamento deve essere, che sia argomentato. Stessa cosa per le cose belle: meglio spiegarle e non passare da gran vanitosi in cerca di attenzioni.

Accuse e prese in giro nei confronti dei clienti

Hai un ristorante, una qualsiasi attività commerciale? Se mal sopporti alcuni dei tuoi clienti tienilo per te, perché prenderli in giro sul tuo profilo personale o, peggio, sulla pagina ufficiale, va oltre il grave. Rimediare a un calo brusco di reputazione non è cosa da poco. Lo stesso vale per status che accusano, prendono in giro o insultano ex-coniugi e fidanzati, ex-amici, ex-datori di lavoro.

Essere monotematici/fanatici

Gatti, bambini, cani, passioni, impegni e cause di ogni genere, tutto è lecito quando non diventa l’unica cosa di cui parli su Facebook. Non è vietato, ovviamente, ma è un modo per far alzare gli occhi al cielo a molti amici che sceglieranno di non vedere più i tuoi status.

Status pubblici che dovrebbero essere privati

Tubare, litigare, discutere di cosa mangerete a pranzo con il/la partner o di dove passerete la vostra prossima, fantastica vacanza può essere fatto via chat o sms. Lo status pubblico non ha ragione di essere, anche se per te ne ha (farti ammirare e invidiare o farti rimpiangere dall’ex, per esempio).

Non ci sono regole scolpite nella pietra per stare su Facebook ma cercare di essere stimolanti, interessanti e offrire agli amici un punto di vista sulle cose sono buoni punti di partenza. Ricordando che non è quasi mai “colpa di Facebook” ma che è il nostro modo di usarlo che lo plasma e lo rende un posto più o meno interessante da frequentare.

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