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4 comportamenti da evitare sui social network per non generare spam

24 novembre 2014

Stare su Facebook o su Twitter non deve spaventare: essere naturali e partecipare a quel che accade online è facile e interessante. A volte, però, per inesperienza o per un briciolo di innocua malizia si fanno degli errori che possono avere conseguenze importanti come il classico spam – in modalità social, in questo caso – e per questo oggi vediamo proprio i quattro comportamenti da evitare a ogni costo.

Sei un’azienda? Usa una pagina, non un profilo personale

Il profilo di Facebook corrisponde a una persona e non a un’attività. Per le attività Facebook mette a disposizione le pagine. Nel profilo personale si può però inserire un nick, un nome alternativo come un soprannome o un titolo professionale.

Le eccezioni sono quasi inesistenti e hanno ragioni particolarissime, per esempio non essere riconoscibili per ragioni di sicurezza. Qui però non si parla tanto di persone che utilizzano un nome falso ma di chi al nome proprio sostituisce quello di una attività commerciale o di altro tipo, dagli intenti piuttosto chiari: trovare contatti, promuoversi e magari vendere.

Se poi hai un nome d’arte o rientri nei casi di particolare popolarità con un nome che non è il tuo, la soluzione è sempre la stessa: apri una pagina perché è questa che ti serve per avere fan, ammiratori, seguaci, persone che si interessano alla tua vita pubblica, non privata. È più faticoso? Sì, bisogna lavorarci ma lavorando bene i risultati possono arrivare.

Se miri proprio alle stelle, poi, considera anche che la pagina ti consente di avere quanti “Mi piace” vuoi, mentre il numero di amici è limitato e una volta raggiunto rimane poco da fare se non, appunto, aprire una pagina: convertire un profilo in pagina è un’operazione possibile ma non del tutto indolore, una ragione in più per partire direttamente con il piede giusto.

Ricapitolando: una pagina aiuta a comunicare professionalmente, un’attività o azienda che fa finta di essere una persona sa di sotterfugio ed è in palese violazione dei termini di servizio di Facebook.

Facebook, dal canto suo, interviene senza preavviso se interecetta o gli viene segnalato un profilo non conforme alle norme: sviluppare un profilo personale e perderlo senza possibilità di recuperare nulla è peggio che iniziare in maniera trasparente la propria attività servendosi di una pagina bene organizzata.

Taggare e menzionare le persone insistentemente

Qui il grande protagonista è soprattutto Twitter, dove si è liberi – in teoria – di fare un po’ tutto: riempire un post di hashtag che lo renderanno illeggibile come “notificare” un tweet a chiunque tramite l’uso del @nickname.

La netiquette, così come il buon senso, suggeriscono di non “importunare” persone distanti dalla tua cerchia di frequentazioni, a meno che non sia per una ragione particolarmente fondata e importante.

La questione riguarda in particolare persone molto conosciute nell’ambito che frequenti o in cui lavori, quindi figure di riferimento e note a vario titolo che non amano ricevere valanghe di mentions: nella migliore delle ipotesi ti ignoreranno, nella peggiore ti bloccheranno e questa non è una cosa che vorresti.

Inserire indirizzi email non autorizzati nella tua mailing list

La newsletter è un mezzo formidabile ma va pensata bene e il primo passo è quello di mandarla solo a chi vuole riceverla. Di solito l’adesione avviene compilando un modulino di carta nel tuo negozio o la form sul tuo sito.

Inserire indirizzi email non autorizzati in una piattaforma (anche la nostra) creata per gestire newsletter è deleterio su più fronti, perché quando troverai – e lo/li troverai – qualcuno che non si limita a cancellare una newsletter indesiderata ma protesta per esservi stato inserto, le notifiche arriveranno al provider/gestore della piattaforma e potresti ritrovarti in una “lista nera” (si chiamano così, black list), e impossibilitato a fare altre comunicazioni di massa.

Chiedere l’amicizia ai non amici

Succede di incrociare persone interessanti e affini per più di una ragione, anche professionale: succede che spesso la stima e l’interesse siano reciproci e dopo un po’ di tempo si diventi amici, ma non è un passo scontato.

Per questo, se su Facebook ti succede di avere qualche scambio interessante con una persona, rifletti prima di richiederle l’amicizia: inizia magari con il seguirla tramite l’apposito pulsante “Segui” e aspetta. Soprattutto chiediti se il rapporto che state costruendo ha una certa costanza ed è utile a entrambi: ci sono casi di persone molto affermate nel loro campo che vengono contattate insistentemente per pareri e opinioni lavorativi che in realtà sono consulenze, e le consulenze sono materia professionale e a pagamento.

Muoviti con cautela, sii naturale, conversa per il gusto di farlo, per imparare e dare il tuo contributo e i social media ti daranno molto in cambio. E quando hai un dubbio fai sempre la cosa più logica, consulta i termini di servizio ufficiali e riuscirai a tenere il “social spam” lontano da te. Con grande beneficio per la tua credibilità… e simpatia! 😉

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