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Tecnologia e istruzione: chi studia più senza smartphone, tablet e computer?

13 ottobre 2013

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Non conosci il significato di quella parola? Non sai nulla di questo o quell’argomento? Non hai idea di dove si trovi uno specifico paese? Googlalo!

Quante volte abbiamo sentito utilizzare questa espressione? Moltissime, perché è proprio il caso di dirlo: gran parte delle informazioni che assumiamo più o meno volontariamente arrivano dalla rete, uno strumento del quale adulti e bambini (sì, anche loro) non possono più fare a meno.
A scuola, a casa degli amici, il pomeriggio al parco: ci sono preadolescenti e bambini che passano ore davanti allo schermo e che già da piccolissimi prendono dimestichezza con i touchscreen dei genitori.

Noi di Ehiweb ci chiediamo: come può questa generazione di nativi digitali convivere con un sistema scolastico che vede la tecnologia quasi come una distrazione?

Gli stimoli ricevuti durante una lezione “tradizionale” alle elementari, alle medie o al liceo sono pochissimi se confrontati con quelli che i ragazzi trovano nell’ambiente extrascolastico e soprattutto in rete: non è strano che un alunno impegnato ad annotare meccanicamente appunti, dopo 10 minuti di lezione si distragga per inviare un sms.

In un paese dove l’idea di garantire pc e internet per tutti gli istituti scolastici risulta come un’utopia, gli studenti sono così moderni da studiare e fare i compiti con il supporto di smartphone e tablet, che sembrano aver sostituito anche il computer: perché accenderlo quando c’è la possibilità di utilizzare ovunque il proprio device mobile (e quindi di studiare ovunque…), anche grazie ad una connessione ADSL e WiFi?

Le enciclopedie sono sempre più spesso abbandonate nelle librerie a raccogliere polvere, gli studenti prendono appunti su tablet, studiano con il supporto dello smartphone e coltivano passioni, vivono rapporti e stringono legami in rete. Approfondiscono argomenti utilizzando video o podcast e assimilano molto meglio contenuti presentati in formato digitale.

Anche il rapporto con gli insegnanti ha subìto un cambiamento significativo: sembra che la rete abbia eliminato pesanti barriere, privilegiando una comunicazione più semplice e molto spesso più confidenziale. I contatti tra docenti e alunni avvengono sempre più spesso tramite email, sui social media o grazie a Skype.

Ma siamo sicuri che la scuola italiana sia in grado di fronteggiare questo cambiamento?

Se si guardano i vantaggi, avrebbe tutti i buoni motivi per farlo.

Con un tablet per gli studenti e con le classi dotate di lavagne digitali, le scuole potrebbero diventare veri e propri network proprio come lo sono i posti di lavoro moderni, dove lo scambio di informazioni avviene tramite reti digitali. Per esempio, i compiti potrebbero essere visualizzati direttamente sui propri dispositivi, senza doverli scrivere nei diari e spesso essere confusi sul da farsi. Un vero e proprio hub d’apprendimento interattivo.

Grazie a un sito per ciascuna classe, tutte le informazioni perse per assenza o disattenzione sarebbero a disposizione degli studenti. Questa facile reperibilità delle informazioni necessarie per uno studio efficace risolverebbe uno dei problemi delle scuole in Italia, appunto la mancanza di organizzazione.

Di grande importanza è da considerarsi anche l’impatto ambientale ridotto delle scuole una volta eliminata la massa di carta sprecata. Non ci sarebbe più bisogno di tonnellate di fotocopie che finiscono nel cestino della spazzatura o nella raccolta differenziata nei casi più lungimiranti, né di acquistare libri e quaderni.

Immaginatevi quanto peserebbe uno zaino con un solo tablet multimediale (iPad 3: 652g) invece che con 7 libri e altrettanti quaderni per un totale di 7-8kg.

Anche se a parole sembra tutto ovvio, in realtà cambiare un sistema costituito da decenni con uno completamente nuovo, sicuramente efficiente, ma che prevede grande preparazione da parte degli insegnanti e un investimento iniziale notevole in termini economici, non è semplice. Si può iniziare però con un input positivo: invece di vivere come nemica e antagonista la tecnologia e l’innovazione che da essa ne deriva, perché non cominciamo a dargli importanza e a realizzare che fa parte di una nuova e positiva realtà in costante sviluppo?

Ora tocca a voi: cosa ne pensate?

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2 commenti leave one →
  1. addi125 permalink
    14 ottobre 2013 18:32

    esiste gia: https://web.spaggiari.eu/ anche se i professori si lamentano di continuo perche non lo sanno usare, secondo me, questo strumnto è incompatibile con molti degli attuali professori.
    io frequento un istituto tecnico, che di dovrebbe essere aperto ai cambiamenti dell’industria (direi che negli ultimi 10 anni l’ind. è stata rivoluzionata dal web) e i professori si lamentano con la preside…. figuriamoci un uno liceo scientifico o in un classico.

    • ehiwebsocial permalink*
      17 ottobre 2013 13:19

      Ciao!
      Grazie per la segnalazione di quest’app che è davvero molto interessante.
      Dalle tue parole sembra che il problema siano i docenti, ancora poco informati sui nuovi metodi di insegnamento
      e ancora poco pratici con la tecnologia. E se foste voi a insegnare loro qualcosa? Lo scambio tra due generazioni,
      se entrambe sono aperte a ricevere dall’altra, è molto costruttivo.

      Grazie per il contributo!

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