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Il talento italiano che ha successo in campo tecnologico (anche all’estero)

13 maggio 2012

Molto spesso noi italiani tendiamo a esaltare il “genio” straniero, soprattutto quando si parla di innovazione tecnologica, senza guardare in casa nostra. Ebbene sì, oltre ai soliti colossi tecnologici europei e d’oltreoceano, ci sono anche molte realtà italiane che si distinguono, sono apprezzate e fanno molto, ma molto bene il proprio lavoro.

È recentissima infatti la storia di Andrea Vaccari, un ventottenne (sì, avete capito bene, 28 anni) che ha appena venduto Glancee – la sua applicazione (e startup) che mette in contatto tra loro persone con interessi simili – nientemeno che a Mark Zuckerberg (per chi ancora non lo sapesse – e non avesse visto nemmeno il film The Social Network –  è il fondatore di Facebook 😉 )

E questo non è che un ultimo esempio di una storia di successo tutta italiana nel campo della tecnologia. E non vi fate ingannare dall’età del protagonista: è vero che, specialmente in questo campo, l’essere giovani può essere un vantaggio, ma ricordatevi che una buona idea e il duro lavoro non hanno comunque età 🙂

Potrebbe sembrare una cosa sentita e risentita, ma davvero Internet – e in particolar modo negli ultimi anni i Social Network – ha creato un nuovo mercato che ha sempre di più abbattuto le frontiere, favorendo così la crescente integrazione dell’economia mondiale e quindi l’interscambio di idee, prodotti (e persone).

E questo scambio diventa fondamentale soprattutto per quanto riguarda le PMI: se per una multinazionale avere successo e visibilità all’estero è cosa relativamente facile, molto più difficile è  riuscirci se hai una piccola azienda o addirittura una startup. Ma questo può diventare anche un vantaggio competitivo: non disponendo di fondi ingenti, ci si deve per forza impegnare col “pensiero” e quindi possono venire fuori delle idee, dei risultati, delle innovazioni stupefacenti. E poi non resta altro da fare che diffonderle attraverso tutti i canali a disposizione. Come nel caso di Andrea e di tantissimi altri.

Gli italiani hanno talento da vendere e il mercato prima o poi se ne accorge: permettetecelo, noi ci buttiamo a terra molto (troppo) spesso, ma siamo un popolo davvero ingegnoso e lo sappiamo bene. E quindi, non solo dobbiamo innovare, ma anche farlo restando nel nostro Paese, che fa molto bene soprattutto in questo periodo di crisi (lo sapete che a noi dà molto fastidio leggere ogni giorno della fuga dei talenti).

E tutto questo fermento italiano nel settore, a noi che produciamo e vendiamo tecnologia, non può che farci piacere. Prima di tutto perché siamo italiani anche noi (orgogliosi di esserlo) e poi perché ci spinge ancora di più a fare bene, a migliorare i nostri prodotti e a investire sempre di più nella nostra Ricerca&Sviluppo.

E voi, avete qualche consiglio da dare ai tanti talenti di casa nostra?

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