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Facebook o SMS low cost? Qual è il modo migliore per restare in contatto con i clienti?

10 luglio 2011

Con l’arrivo dei Social Media e delle chat/messaggistiche integrate, ci siamo trovati di fronte alla necessità di fare una riflessione rispetto all’uso degli SMS e quindi al futuro del nostro prodotto dedicato agli SMS via Web: BeSMS, un “gateway” per l’invio di SMS personalizzati, organizzati e a prezzi bassi.

La conclusione cui siamo arrivati è che gli SMS, specialmente se a basso costo, hanno ancora molto futuro, specialmente per quelle organizzazioni che ne devono mandare un numero considerevole e che hanno bisogno di affidabilità e tracciabilità nelle conversazioni.

E, in effetti, vediamo che il nostro servizio funziona ancora commercialmente, ci viene richiesto ad esempio da farmacie che avvisano via SMS il cliente che una medicina è pronta, da commercialisti che notificano la scadenza delle tasse da pagare (fondamentale per chi non è iperorganizzato!), da segretarie che devono ricordare riunioni e/o scadenze, associazioni che devono organizzare un gran numero di aderenti…

Secondo noi, i due mezzi hanno entrambi i loro punti di forza, ma gli SMS non saranno soppiantati dai Social, per una serie di motivi, ad esempio:

L’SMS si fa leggere quasi per forza: se devo far sapere ad un cliente che è arrivato il suo prodotto o devo passare una comunicazione importante, c’è il rischio che se la mando su altri strumenti, il destinatario non la riceva subito o in tempo utile, dato che non tutti siamo attaccati ai Social in permanenza 😉 e molti clienti proprio non li usano…
Infatti il cellulare è una cosa che tutti più o meno hanno sempre con sé, mentre i Social magari sono usati solo la sera, quando si è in ufficio o in mobilità si usano più di rado. E non tutti hanno imparato ad usare bene la sezione messaggi di Facebook.

Con gli SMS posso sapere (con la funzione “ricevuta di ritorno”) se il messaggio è stato letto.

Con strumenti come BeSMS è facile mandare  SMS a centinaia o migliaia di utenti: certo, non per spammarli (guai a voi!) ma per informare membri di aziende o di organizzazioni (in un prossimo post, se vi interessa,vi mettiamo qualche case history che magari può darvi ispirazione per le vostre attività aziendali).

Possiamo preparare delle liste e differenziare gli invii e inviarli in tempi differenti. In più possiamo inserire i campi [nome], [cognome] per la personalizzazione.

Software come BeSMS possono essere facilmente integrati con sistemi automatizzati (e-commerce, monitoraggio apparati o strumentazioni, CRM o gestionali), in modo che parta da solo un SMS di alert, magari urgente (cosa che con Facebook…)

Facebook è gratuito, quindi va benissimo per chattare o conversare socialmente, specialmente da un PC “fisso” (e il concetto di chat in azienda fa ancora fatica ad entrare). Ma BeSMS ha costi competitivi: le tariffe vantaggiose, le trovate qui.

Domanda
Noi perlomeno la vediamo così, anche sulla base di quello che ci chiedono e dicono i nostri clienti. E voi? Come la pensate? Usate ancora frequentemente gli SMS? Come differenziate tra uso delle bacheche e uso degli SMS? Come potremmo migliorare il servizio?

Photo: Funkdooby

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2 commenti leave one →
  1. giovanni permalink
    11 luglio 2011 12:18

    MI ARRIVANO GIORNALMENTE DIECINE DI SMS , non ne leggo nessuno altriementi dovrei stare tutto il giorno a fare questo , ci rinunzio in partenza, gli SMS sono buoni per i ragazzini/e per giocare –

    • ehiwebsocial permalink*
      11 luglio 2011 14:56

      Ciao Giovanni,
      il problema dei troppi messaggi è vero per gli SMS, ma anche per le email, Facebook, Twitter…

      Nel caso degli SMS dobbiamo sempre fare attenzione a chi diamo il nostro numero. In molti altri casi, però, può essere utile: tra i nostri clienti, che usano BeSMS, ci sono studi di commercialisti che inviano ai propri assistiti via SMS le scadenze per i pagamenti; segretarie che ricordano gli appuntamenti e le riunioni ufficiali; farmacie che notificano la presa in consegna di medicinali speciali… di casi utili ce ne sono numerosi (e ne parleremo). L’importante è cercare di non abusare di questi strumenti, che da utili possono diventare “seccanti” 😉

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