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PMI, startup… ma quanti e quali problemi abbiamo! Ne vogliamo parlare tutti insieme?

1 maggio 2011

A voler essere pragmatici, la Costituzione Italiana dovrebbe cominciare con “L’Italia è una Repubblica fondata sulle PMI”.
Dato che non spetta a noi di Ehiweb (fortunatamente?) proporre riforme costituzionali, perché siamo “solo” un’azienda, anzi una PMI, scivoliamo su un tema più pratico. Il tema delle sfide che noi e voi dobbiamo ogni giorno affrontare per tenere in piedi l’azienda e mantenere business e occupazione. Dei problemi, e delle possibili soluzioni. E vorremmo parlarne con voi, sentire la vostra opinione. Voi che ne pensate?

È ora di dare qualche martellata al “modello”?

Ce lo dicono continuamente, che le PMI sono storicamente la spina dorsale dell’Italia, che il modello delle PMI, che la creatività delle PMI… solo che questo modello PMI, per molti, è ancora quello degli anni ‘70 se non prima. E di cose nel frattempo ne sono cambiate tante, troppe. Ed è ormai da tempo necessario pensare seriamente, a livello di sistema, come evolvere queste nostre PMI, come evolvere noi.

Questo è un argomento, quello dell’evoluzione e del nostro ruolo, su cui stiamo riflettendo da molti, molti mesi. E abbiamo preso la decisione, nella nostra ultima “riunione di direzione” di provare a muoverci. Quindi oggi,  vogliamo provare a lanciare un dibattito, per vedere se qualcuno ci segue.

Avete voglia di parlarne insieme? Di fare una lista, di mettere in moto qualcosa, magari poi di condividere qualche soluzione (interessa molto anche noi come azienda, se possiamo copiare qualche buona idea dal nostro mercato…). Noi ci terremmo molto, se volete etichettatela sotto la categoria del nostro ruolo sociale di azienda, o magari sotto quella del “siamo curiosi di capire come la vedono aziende simili a noi”. Voi come la vedete?

Certo, non possiamo noi di Ehiweb definire “il nuovo modello PMI Italia” – noi al massimo possiamo fare quello che abbiamo sempre fatto, cercare di offrire servizi di comunicazione efficienti ed avanzati per permettere alle aziende di essere più veloci, produttive… possiamo cercare di contenere al massimo i costi con pacchetti aziendali come Formula IVA perché le aziende, i nostri clienti, di soldi da spendere ne hanno meno di una volta.

Ma a livello più alto possiamo cercare di attivare un dibattito, di fare un po’ il punto tutti insieme.

Parlare dei nostri problemi

Alcuni di questi problemi li conosciamo, ce li raccontano sempre, fino alla nausea: l’accesso al credito, il sistema bancario, la complicazione fiscale (vediamo se davvero il Governo si impegna a rendere più snelle le cose, pur mantenendo la sacrosanta lotta all’evasione – sacrosanta per chi come noi NON facendo del nero paga le tasse proprie e anche quelle di tanti altri furbi).

Ma ce ne sono altre: i costi e la complessità di trovare una location (e seguiamo con interesse i temi del coworking, degli spazi condivisi di lavoro), dell’accesso alle tecnologie e alla conoscenza, la necessità e difficoltà di formazione… e…. probabilmente mille in più.

Quali sono  i problemi della vostra azienda? Quali le cose che a livello di PMI ci sfiancano di più e  ci distolgono dal nostro ruolo di produrre, fare occupazione, e aiutare a crescere un po’ questa nostra Italia? Proviamo a parlarne?

Photo: Voka – Kamer van Koophandel Limburg

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14 commenti leave one →
  1. Yoyo permalink
    4 maggio 2011 12:27

    Secondo me un grosso problema delle PMI, collegato direttamente alle dimensioni (soprattutto quelle con meno di 15 dipendenti) e alla mentalità di chi le gestisce e chi ci lavora, è l’eccessiva condivisione della propria quotidianità. In parole povere, i colleghi vogliono sapere persino il colore della tua biancheria. Inoltre, spesso in queste aziende lavorano persone di basso profilo (tendenzialmente con un semplice diploma in ragioneria o affini istituti tecnici) e oggettivamente di scarsa mentalità imprenditoriale, che pensano soltanto a portarsi la pagnotta a casa a fine mese nel modo meno rischioso possibile, e non hanno alcun interesse nell’investire energie (non dico soldi perchè altrimenti staremmo freschi) in progetti innovativi o nel change management. Io ho lavorato in aziende grandi e medie, mentre la penultima azienda in cui ho lavorato è composta da 8 persone, le quali ogni giorno si lamentavano di qualsiasi cosa diffidando le une delle altre, avvelenandosi ogni giorno con tutto questo astio e lavorando male invece di pensare a lavorare con un’attitudine positiva poiché avevamo in ballo un progetto importante e ad altissimo potenziale. Il nostro capo era poi praticamente inesistente, nonché incapace e assolutamente non professionale. I processi organizzativi non erano definiti, le attività erano raffazzonate e organizzate in modo confuso, io a soli 25 anni (ora ne ho quasi 26) sono stata inquadrata come responsabile marketing e, oltre a essere vista come un pericolo per tutti perchè avevo nuove idee di innovazione e potenziale cambiamento e come la ricca saputella di turno (solo perchè ho studiato in una business school e ho studiato e lavorato all’estero), dovevo combattere contro un sistema informativo inadeguato per poter effettuare le mie analisi statistiche vitali per il business, senza alcun supporto dal mio capo o dal responsabile IT della casa madre inglese. Verso la fine della mia esperienza mi vergognavo di associare il mio nome a quell’azienda. Ora sono tornata in un ambiente grande e organizzato, dove c’è gente competente, acculturata e motivata, e ricordo con disgusto la pessima organizzazione e la bassezza culturale di quelle persone. Sono conscia che non tutte le PMI italiane corrispondano a questa descrizione, ma purtroppo è l’andazzo generale di tante, tante, tante piccole realtà (considerate anche le testimonianze di molti amici che, dopo aver provato a lavorare in una PMI, sono fuggiti a gambe levate).
    Io comunque non dispero, vorrei fondare una mia azienda tra qualche anno e sicuramente, facendo tesoro di queste esperienze, saprò che tipo di atteggiamenti e quali persone evitare. L’importante è essere positivi e motivati e avere fiducia, oltre che buonsenso. E un minimo di cultura organizzativa.
    Buona giornata a tutti!

    • ehiwebsocial permalink*
      4 maggio 2011 12:37

      Ciao Yoyo,
      la tua testimonianza è molto importante, parla di esperienze reali e comuni a molti. D’altra parte esistono altri percorsi opposti al tuo: di chi è fuggito da una multinazionale per lavorare in una realtà più umana, anche se meno strutturata. Data la tua storia professionale crediamo che tu abbia le basi giuste per creare un’azienda tua, organizzata e rapida nell’innovazione. Ti facciamo l’imbocca a lupo e ti ringraziamo per il contributo.
      Buona giornata anche a te!

      • Yoyo permalink
        4 maggio 2011 14:28

        Speriamo… ti ringrazio 🙂 Buona giornata anche a te!

  2. 5 maggio 2011 12:12

    Sono daccordo sulla tua analisi.
    Vorrei aggiungere che purtroppo vedo negli imprenditori una grande dose di miopia e di non muoviamoci fino a che la situazione non migliora.
    Difficilmente la situazione migliorerà, è l’azienda che deve migliorare e non restare immobile perchè l’immobilismo prolunga l’agonia ma non salva dalla morte.
    Anche se si prospettano soluzioni, di basso costo, che permettono consistenti riduzione dei costi, queste non vengono neanche prese in considerazione, appunto per questo “lasciamo le cose come stanno e aspettiamo”.
    Io sò che ci sono in giro molte “soluzioni ” che sono “Bufole”, ma bisogna per lo meno verificarle soprattutto se non richiedono un ivestimento in danaro.
    Di seguito ti metto alcune righe che ho pubblicato su vari siti e che ho anche inviato a un buon numero di aziende senza ricevere risposta.
    Ti pregherei di analizzarle e di darmi le tue opinioni.
    “Cerco partners introdotti nelle PMI per commercializzare Software “Made in Italy” per l’area della Produzione, basato sui concetti “Lean-Manufacturing / Quick-Response-Manufacturing (QRM)”
    Abbiamo messo a frutto la nostra trentennale esperienza professionale (Italia, Messico e Stati Uniti) realizzando un’applicazione “Tutta Italiana” per l’area della produzione, basata su tre obiettivi:

    1. Contenuti d’avanguardia;
    2. Massima semplicità d’uso;
    3. Economicità.

    Captare nuovi clienti,
    Aumentare la disponibilità di Ore-Uomo,
    Ridurre gli inventari di processo (WIP) e
    LeanBan (evoluzione del KanBan)
    sono solo alcuni degli aspetti che vengono risolti (nel sito forniamo maggiori dettagli).

    Vai sul sito http://dhmcons.webs.com/ scarica (ClickDestro > SaveTargetAs…) l’archivio “LeanBan (Costi / Ricavi – Simulazione)”, riempi solamente i dati richiesti nel primo foglio e toccherai con mano i risparmi che potrai ottenere.

    Se il risultato sarà soddisfacente, contattaci al nostro indirizzo Email.
    Saremo lieti di approfondire l’argomento.

    Grazie e aspetto una tua risposta (anche privata al mio e-mail).

    • ehiwebsocial permalink*
      5 maggio 2011 17:10

      Ciao Sergio,
      le difficoltà che ci esponi, purtroppo, sono comuni a molti. E sì, non sempre è facile “spiegare” in cosa consiste il proprio lavoro.
      Per ridurre al minimo le incomprensioni, ti suggeriamo di usare canali più “specifici” per promuovere la tua attività: per esempio puoi iscriverti al nostro gruppo su LinkedIn e condividere il messaggio nella sezione “Promozioni”.
      Il blog più che un veicolo pubblicitario è un luogo di confronto, di scambio di idee e condivisione di esperienze in merito alle discussioni che proponiamo.
      Grazie! 🙂

      PS: puoi seguirci anche su Facebook! 🙂

  3. 19 maggio 2011 14:14

    Non voglio lasciare commenti, si sprecano da tutte le parti, lancio una sfida alle PMI, la seguente:
    Problemi a vendere e Guadagnare nella tua azienda? possiamo fornirti gli strumenti e l’aiuto necessario, con la garanzia del risultato.
    Non vendiamo niente, ma possiamo proporre sulla base della nostra esperienza soluzioni che definiamo uniche ed innovative, il nostro obiettivo è quello di accompagnare l’azienda in un nuovo percorso per il rilancio, con garanzia dei risultati concordati in precedenza.
    Altri commenti sono inutili,sono a disposizione di chiunque voglia approfondire l’argomento.

    E-mail Biagio.quintieri@libero.it
    http://www.parlarechiaro.it
    mobile 3484906535

    • ehiwebsocial permalink*
      19 maggio 2011 14:39

      Ciao Biagio,
      ti invitiamo a commentare il blog con argomenti che riguardano il post. Es., sui problemi delle PMI, esperienze personali… con commenti, insomma 😉
      Invece per le segnalazioni come la tua meglio scriverle sul nostro gruppo di LinkedIn LA PMI PER LE PMI – IL GRUPPO DI EHIWEB, nella sezione “Promotions”.
      Grazie.

  4. Biagio Quintieri permalink
    19 maggio 2011 15:36

    Ciao ehiweb
    Non voglio fare polemiche e questo sarà il mio ultimo post su questa sezione.
    Si continua a parlare con argomenti privi di contenuti, veramente volete parlare quali sono i problemi delle PMI, sono i soliti, difficoltà a vendere e guadagnare, l’azienda non ha bisogno di altro.
    Detto qualè la causa, vi sfido a provarmi che questi non sono gli unici problemi che interessano alle PMI, ma a questo punto ho anche offerto una soluzione con garanzia di risultato, altrimenti di cosa parliamo se individuata una o la causa non proponiamo niente che le possa eliminare, ci sono già i politici a fare questo senza distinzione di colore.
    Concludo, mi sono iscritto al gruppo che mi hai segnalato e prossimamente fornirò spunto di riflessione su problematiche che sono nelle PMI, vi invito a partecipare attivamente.
    Vi invito anch’io ad iscrivervi al mio gruppo su Linkedin Innovazionen elle PMI=Produttività e Competitività.

    • ehiwebsocial permalink*
      19 maggio 2011 16:13

      L’argomento delle PMI non è semplice. Non vogliamo mica risolverli questi problemi! Però siamo convinti che parlarne, discuterne e condividere esperienze sia molto meglio che starsene chiusi nella propria azienda. E sì, continuiamo a discuterne su LinkedIn, sui nostri gruppi…

  5. Biagio Quintieri permalink
    19 maggio 2011 16:38

    Mi ero ripromesso di non rispondere più ma, cosa vuole dire la tua frase…. Non vogliamo mica risolverli questi problemi! Però siamo convinti
    Ragazzi, il problema di sempre è bla bla bla, io voglio risolverli i problemi delle PMI, scusate il mio egoismo.

    • ehiwebsocial permalink*
      20 maggio 2011 11:51

      “Non vogliamo mica risolverli questi problemi” è da intendersi come “non abbiamo la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi di tutte le aziende”.
      Non sentiamo di avere questo potere, magari! 🙂
      Stiamo però provando a creare aggregazione e condivisione di esperienze. I problemi delle aziende non sono soltanto legati alla necessità di aumentare le vendite e guadagnare, ci sono tanti altri fattori che contano: la pressione fiscale, l’iva anticipata, la burocrazia, gli adeguamenti per il rispetto di tutte le normative su sicurezza e privacy, l’aggiornamento costante su nuove leggi e decreti, la selezione e la formazione del personale, le infrastrutture, la tecnologia e la logistica di una sede fisica, e molto altro ancora… le cose da discutere ci sono.
      Per noi questi non sono “argomenti privi di contenuti”, ma rispettiamo la tua idea. Verremo a visitare il tuo sito per capire meglio cosa proponi, grazie per aver partecipato alla discussione 😉
      In bocca al lupo per la tua attività!

  6. Dr. Federico Chigbuh Gasparini permalink
    24 maggio 2011 18:30

    Secondo la mia esperienza di consulente la cosa più difficile da trovare nelle PMI è l’imprenditore che voglia di nuovo mettersi in gioco accogliendo nuove idee. Il più delle volte ti presenti, offri le tue idee che nel 21° sec. sono il nuovo “capitale” e ti senti rispondere che sono belle ma… . Si è un po’ perso quello spirito mercantile che ha fatto fiorire l’Italia nel Rinascimento.

    Io per far emergere il mio valore e farmi notare ho dovuto rivolgermi ad un vecchio amico, che avendo sempre lavorato dall’età di 13 anni aveva deciso di aprire una sua attività commerciale. Purtroppo per lui, essendo un buon commerciale ma incompetente in tutto il resto, stava correndo verso il fallimento. In tre anni di lavoro, pressoché gratuito, sono riuscito a risollevare le sorti della sua azienda, ottenere l’attenzione delle banche che appena hanno visto il fatturato crescere, nonostante la crisi, si sono fatte avanti con linee di credito (sono degli avvoltoi) e l’appoggio di una multinazionale svizzera.

    Però mi sono fatto un mazzo a gratis. Spero che il mio amico, appena sistemate le ultime pendenze, mi riconosca il giusto compenso.

    Ah, dimenticavo di dire che il confrontarsi con persone che hanno sempre lavorato e non hanno la giusta preparazione teorica è molto difficile, poiché non comprendono bene il valore della consulenza e quindi è difficile farsi remunerare.

    • ehiwebsocial permalink*
      25 maggio 2011 10:06

      Grazie per il contributo. E’ sempre difficile dimostrare l’importanza della consulenza sia perché in alcuni settori è poco riconosciuta e sia perché alcuni “consulenti” sono persone improvvisati alla professione. D’altra parte, nella complessità di oggi c’è il bisogno di avere professionisti che sappiano analizzare, consigliare e costruire una strategia operativa. L’esperienza con il tuo vecchio amico, sembra aver avuto buoni risultati. Anche per la tua visibilità? Il lavoro non retribuito ha un altro problema: non ne viene riconosciuto il valore, anche questo può essere un problema. Cosa ne pensi?

      • Dr. Federico Chigbuh Gasparini permalink
        2 giugno 2011 18:35

        La cosa più importante che mi ha lasciato questa esperienza è la competenza acquisita. Ora, posso rivendere la mia idea con gli opportuni aggiustamenti.

        Per quanto riguarda la visibilità sono abbastanza soddisfatto. Ho conosciuto diverse persone e con alcune ho stabilito dei contatti che potrebbero, in futuro, trasformarsi in opportunità di business.

        Per quanto riguarda, invece, il lavoro non retribuito penso che non sia dovuto ad una mancanza di percezione del suo valore ma, a volte come nel mio caso, ad un vero e proprio sfruttamento dell’amicizia. Per certe persone se sei un amico devi fare il lavoro gratis oppure fare dei forti sconti.
        Altre volte, dietro al lavoro non retribuito ci sta del dolo. Alcuni imprenditori lo fanno di proposito.

        Alla fine, però, quello che non ha capito il mio amico e che non capiscono gli imprenditori che non pagano, di proposito, i loro collaboratori è che sono loro a perderci sul lungo periodo. Infatti, basta che qualche imprenditore onesto e di larghe vedute ti faccia una proposta e tu te ne vai sbattendo la porta. E se gli imprenditori sfruttatori non hanno imparato a gestire le cose da soli (cosa che non fanno mai poiché si sentono sicuri del loro ascendente), dopo poco tempo che te ne sei andato falliscono.

        Diversi anni fa ho lavorato per un’azienda che non si comportava in modo corretto né coi dipendenti né coi fornitori. Me ne sono andato, dopo aver preso tutti i miei soldi, per fortuna. E nel giro di poco tempo è fallita. Non sono mai riusciti a trovare una persona che mi sostituisse e visto che il mio era un ruolo chiave sono colati a picco.

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