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Cinque punti che aiutano il nostro business

1 agosto 2010

Come sapete, noi di Ehiweb ogni tanto ci fermiamo a pensare. Se volete, possiamo chiamarla fare un po’ di strategia. Ci sono alcuni pensieri che ci sembrano importanti per il business di questo complicato ma affascinante XXI secolo. E abbiamo pensato possa essere interessante e utile per qualcuno se li condividiamo. Cinque cose che ci siamo appuntati su una lavagnetta e che ripassiamo (quasi) tutte le mattine…

1. Credere in Internet e credere nell’e-commerce

Se non ci fosse Internet noi praticamente non esisteremmo 😉 e se non facessimo e-commerce non sarebbe facile vendere e sicuramente i nostri prodotti costerebbero molto di più. È vero che in Italia l’e-commerce cresce più lentamente che altrove, ma questo è il tavolo su cui ci tocca giocare. E se oggi siamo indietro, vuol dire che ci sono ampi spazi di miglioramento e di crescita.

Le nuove generazioni sono sempre più digital-oriented, sarebbe strano non incorporassero l’e-commerce nel loro modo di vivere. Ottimisti? Forse, ma per ora le nostre statistiche ci danno ragione. In Italia siamo sempre un po’ diffidenti verso le novità, poi quando ci convincono, partiamo in quarta. Quindi abbiamo deciso di crederci, e di investirci, comportarci di conseguenza.

2. Rinnovarsi è inevitabile

D’altra parte è vero che mentre noi siamo cresciuti sull’e-commerce, molte altre aziende che operano in questo campo hanno chiuso. Se anche l’e-commerce cresce, non vuol dire che uno può vendere senza innovare, rinnovarsi, inventare cose. Prodotti, promozioni, pensieri. Anche su Internet la gente è affamata di novità.

E la novità deve anche servire a fidelizzare e a stimolare i clienti esistenti, che sono quelli che sono più sensibili a cross selling e upselling. Se conoscono un prodotto e si trovano bene con l’azienda, ovvio che è facile considerino positivamente anche altri prodotti della stessa azienda, no?

Certo che le novità e le promozioni vanno sempre fatte con serietà ed etica. Vendere a tutti i costi cose che non servono… nel breve può far aumentare i fatturati, nel medio ti fa chiudere, probabilmente. O almeno, a noi non piace e non lo vogliamo fare.

3. I social media non sono una moda

Non sono un cazzeggio… si può dire in un blog? La scommessa che abbiamo fatto da qualche mese a questa parte è stata quella di prenderli sul serio. Credere che siano una nuova frontiera di comunicazione per le aziende. Abbiamo iniziato con i forum, adesso abbiamo un blog aziendale che si “aggancia” alla presenza coordinata sui principali social network: LinkedIn, Facebook, Twitter, Friendfeed, Flickr, Youtube, etc…

D’altra parte per chi esercita un’attività prevalentemente on-line, i social contano moltissimo: l’opinione dei nostri clienti e quello che possono dire di noi, i giudizi sulla trasparenza nelle proposte commerciali e nei contratti, la rapidità nel fornire risposte e soluzioni concrete alle richieste pervenute, l’appeal che suscita l’azienda in termini di credibilità, solidità e fascino del marchio… un passaparola positivo ma anche una fonte di informazione che ci fa capire se e quando è necessario correggere il tiro.

4. Non fare quello che non si sa fare e viceversa

L’ottica di team. Siamo una web company abbastanza ben strutturata. Riusciamo a produrre dentro all’azienda tutta la filiera che va dalla progettazione di una pagina del sito fino alla presentazione al pubblico dell’offerta commerciale. Però non cerchiamo di fare tutto dentro a tutti i costi.

Ad esempio, la redazione dei contenuti di questo blog è redatta e affidata a TheGoodOnes, in parte li produciamo noi. Qualsiasi mossa è studiata ed eseguita in sincronia con i nostri consulenti. Discutendo con loro ma anche ascoltandoli e dandogli fiducia 😉

Le collaborazioni esterne in alcuni casi sono utili ma devono essere basate su partnership solide, in grado di garantire elevati standard qualitativi e con persone e strutture che preferibilmente condividano non solo obiettivi aziendali in termini di risultati e fatturati, ma anche concetti allargati quali etica professionale e sensibilità verso politiche sociali e ambientali sostenibili. Insomma, cerchiamo di lavorare con gente che sappia cose che noi non sappiamo, ma che siano in qualche modo simili a noi. Così si lavora meglio e secondo noi si portano più risultati.

5. Organizzarsi per non andare in sofferenza

Fondamentale per la qualità del lavoro e la qualità della vita. Ad esempio, per quello che riguarda la comunicazione, viene sempre fatta una programmazione mensile dove si decidono offerte, articoli da proporre e prezzi. Poi si pianifica la modifica delle pagine web e la diffusione delle news, l’invio della newsletter, la distribuzione delle creatività banner e testuali sui vari canali pubblicitari attivi, e la relativa campagna stampa.

Altrimenti, navigando a vista si va a rapidamente a scogli e ci si ritrova perennemente nei casini. Il che non aiuta a servire bene i clienti. Lavorando con le idee chiare e anticipando scadenze ed eventuali problemi, la struttura ha la mente fredda e lavora meglio, dando un delivery migliore e facendo pochi (o nessun) errore. E quindi, tutti più felici.

E voi? Avete 4 o 5 punti fondamentali? Avete voglia di condividerli?

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